Nuove VMU per veicoli ibridi sempre più performanti

Le architetture elettriche ed elettroniche in veicoli commerciali sono già oggi molto complesse e vedono la presenza di un gran numero di unità di controllo elettronico (ECU) che interagiscono tra di loro al fine di garantire la funzionalità complessiva. Partendo da queste considerazioni, che valgono per veicoli di qualsiasi tipologia, la situazione si complica se si pensa ai veicoli non convenzionali dove è necessario interagire con le normali funzionalità. In questi contesti diventa necessario pensare ad un supervisore in grado di coordinare tutte le attività

L’unità di gestione del veicolo (Vehicle Management Unit – VMU) costituisce, pertanto, il cuore pulsante di un veicolo elettrico o ibrido.

Monet-vmuEssa rappresenta lo strumento per realizzare la risposta caratteristica del veicolo e gestire l’iterazione tra l’uomo e il veicolo stesso.
Le caratteristiche principali di una centralina elettronica di questo tipo sono:

  • capacità di interfacciarsi con i principali bus di campo presenti sul veicolo per fare da gateway tra differenti funzioni;
  • disponibilità di I/O generici e configurabili per offrire la possibilità di leggere e comandare ingressi ed uscite acquisite direttamente dal campo.

VMU cosi ideate e progettate rispondono appieno alle caratteristiche di flessibilità e versatilità richieste dai progetti di veicoli a basso impatto ambientale. Hanno la capacità di essere facilmente programmabili attraverso un’insieme di strumenti di facile utilizzo e che permettano nello stesso tempo la facile integrazione con le nuove metodologie di Model Based Design. Questa metodologia infatti permette il reimpiego di funzioni già validate e nello stesso tempo di avere una documentazione del software sempre aggiornata ed allineata con quanto effettivamente implementato, punto di forza per tutte le principali linee guida per la certificazione.

Questo e altri argomenti relativi al settore Automotive saranno trattati durante AFFIDABILITÀ & TECNOLOGIE, la manifestazione internazionale dedicata alle tecnologie innovative, dove i Visitatori troveranno numerosi Espositori con le migliori tecnologie e relativi Casi Applicativi da poter discutere con i loro esperti direttamente in fiera. L’appuntamento da non perdere è a Torino al Lingotto Fiere il 22-23 Aprile 2015!

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La MONET SRL di Torino ha sviluppato una VMU, la BODYV850, già pronta per essere impiegata in contesti veicolari innovativi dove la flessibilità, l’affidabilità e l’elevata integrazione con altri componenti elettronici risultano essere le parole chiave. Una delle architetture più complesse implementate attraverso l’utilizzo di una BODYV850 è quella del nuovo IVECO Daily 2014 elettrico, vincitore del titolo “VAN of the YEAR 2015”, un veicolo con portata utile di 3 tonnellate, un record assoluto per un veicolo elettrico, e soprattutto zero emissioni.

monet-iveco-daily-miniLa VMU model BODYV850 sarà anche il cuore pulsante dove vivranno le logiche di gestione e controllo di questo innovativo veicolo. La centralina implementerà le logiche sviluppate dagli Ingegneri di Iveco, anche con l’ausilio di una “tool chain di sviluppo e debug in real time” di cui le BODYV850 dispongono a bordo del sistema operativo di fabbrica.

La BODYV850 ed i relativi tools SW di sviluppo sono visionabili in anteprima alla fiera di Affidabilità e Tecnologia – stand B7 MONET SRL.

Minori consumi energetici e massima efficienza dei processi

L’automazione influisce su molteplici aspetti del processo produttivo: dall’incremento della produzione e della competitività, alla riduzione dei consumi energetici e delle difettosità dei prodotti.

Abbiamo intervistato Andrea Casari, direttore generale di Sinta, chiedendogli di fornire il suo punto di vista in merito, di presentare brevemente le tecnologie di punta che esporrà ad Affidabilità & Tecnologie 2015 e di presentarci un caso applicativo realizzato grazie alle loro tecnologie.

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Il mercato si sta evolvendo positivamente, con sempre più aziende che investono sul futuro, nonostante comporti alcuni rischi a causa della generale instabilità del mercato.

Alla base di queste scelte lungimiranti, si sta facendo sempre più strada la percezione che robotica e automazione dei processi siano fra gli elementi fondanti di una strategia di crescita dei processi produttivi. Da oltre vent’anni, la nostra società distribuisce sul mercato italiano soluzioni smart factory sviluppate dai colossi nipponici Iai ed Epson, che producono assi lineari, robot cartesiani, da tavolo, scara e antropomorfi di piccola taglia. A nostro avviso, nonostante le difficoltà dell’industria italiana, le imprese stanno sempre più investendo per far evolvere il proprio assetto produttivo. I settori che, a nostro avviso, investono maggiormente nell’automazione della produzione e dell’assemblaggio di prodotti sono automotive, meccanico, elettrodomestici, medicale, alimentare. Notiamo anche una forte attività nell’ambito dei costruttori di macchine industriali, con i quali si collabora per realizzare impianti automatizzati valutando insieme i dettagli del progetto, scegliamo così la soluzione che presenti il miglior rapporto prestazioni-prezzo.

Tecnologie integrate per una strategia di crescita

A&T: Considerando più nel dettaglio le peculiarità dei due marchi rappresentati da Sinta, quali sono i punti di forza che metterete in evidenza esponendo ad Affidabilità & Tecnologie 2015?sinta-gen2015

Casari: Il vero punto di forza di Iai è la ricchezza della gamma offerta, insieme alla centralità della filosofia della green automation, che ha l’obiettivo di minimizzare il consumo energetico e aumentare l’efficienza e la qualità dei processi produttivi. Proprio da quest’idea sono nati i RoboCylinder, sistemi elettrici alternativi a quelli pneumatici.
Passando al brand Epson, grazie all’esperienza acquisita nello sviluppo di manipolatori Scara e a 6 assi, Sinta vanta l’essere stata fra le prime aziende ad aver intuito che il mercato dell’assemblaggio ha sì necessità di prodotti efficienti e affidabili, ma allo stesso tempo di soluzioni attraenti e low cost, soprattutto per quei processi dove non sono necessarie le prestazioni della serie G, top di gamma e cavallo di battaglia di Epson. È così che nascono i nuovi Scara Ls dotati di un’unità di controllo che offre performance spinte di sicurezza e funzionamento.

A&T: Si parla di simulazione per abbattere costi e time to market: qual è la vostra proposta?

Casari: Già in fase in progettazione, grazie a un simulatore integrato nell’ambiente di sviluppo, è possibile stimare il tempo di ciclo e ottimizzare il layout della cella, consentendo di effettuare uno studio di fattibilità prima ancora dell’installazione e di progettare eventuali modifiche successive senza necessità di fermare la macchina. «Grazie ai nuovi robot Ls – osserva infine Casari –, tante aziende hanno potuto finalmente realizzare soluzioni che fino a ieri erano precluse basicamente per una questione di costo.

Difficile … o forse facile, ma mai banale!

Il caso applicativo realizzato da NIMAX, azienda bolognese leader nel mercato delle macchine automatiche di marcatura e codifica, utilizzando tecnologie messe a disposizione da SINTA.

Chi si trova ad affrontare le innumerevoli esigenze di automatizzazione della produzione industriale lo sa bene: esistono problemi da risolvere, difficili o semplici che siano saranno le soluzioni che verranno adottate a determinare il successo dell’azienda stessa.

La prossima edizione di Affidabilità & Tecnologie, con oltre 300 Espositori, presenterà non solo tecnologie innovative ma anche tanti casi applicativi di assoluto interesse per le aziende di molteplici filiere industriali.

Tra questi vogliamo presentare in anteprima come un importante azienda costruttrice di macchine per imballaggio ha risolto il problema di stampare la data di scadenza sulle confezioni delle uova.

Problema che sembrerebbe di facile soluzione, in prima battuta, ma che tanto banale non è.

Inoltre questa applicazione potrebbe essere adottata anche in ambiti completamente diversi da quello alimentare.

Partiamo dalla sfida iniziale: i formati delle confezioni possono essere sempre diversi, così come diversi possono essere anche i materiali che le costituiscono, e le soluzioni standard risultano insufficienti e manchevoli.  Sfida che viene accolta da Nimax, un’azienda bolognese leader nel mercato delle macchine automatiche di marcatura e codifica per conto di un importante cliente del settore alimentare, la cui esigenza era ottimizzare la linea di confezionamento delle uova, così da aumentarne produttività e flessibilità.

Grazie alla datata esperienza ed alla collaborazione con Sinta (distributore unico in Italia dei marchi d’automazione IAI ed Epson), si è riusciti a fornire una soluzione mirata e personalizzata al problema. Si trattava di codificare la data di scadenza delle uova gestendo allo stesso tempo due fattori variabili: il formato delle vaschette (per 4, 6 o 8 uova) e il materiale con cui queste sono realizzate (cartone poroso o plastica dura traslucida), materiale ovviamente dalle proprietà assai differenti.

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Traslatori elettrici SINTA ad alte prestazioni

Prima di intervenire si utilizzava la tecnologia a getto d’inchiostro con goccia a richiesta, tecnologia che però determinava frequenti interruzioni sulla linea. Inoltre l’inchiostro utilizzato, a base d’acqua, non rimaneva impresso sulle confezioni di plastica così che bisognava procedere ad etichettarle in un secondo momento, con un’ulteriore perdita di produttività. Le etichette adesive in più impattavano negativamente sul valore percepito dal cliente, per la possibilità di staccarsi o danneggiarsi, e non rispettavano lo standard del packaging complessivo.

Il progetto sviluppato combina un modello innovativo di stampante inkjet con tecnologia termica (Thermal Inkjet) della serie G e un traslatore elettrico Sinta ad alte prestazioni, appartenente alla vasta famiglia dei robocilindri IAI. Il sistema così realizzato è posto all’uscita della macchina confezionatrice. La stampante Thermal Inkjet G320i, grazie ai suoi nuovi inchiostri multi-superficie a base di acqua ed etanolo, progettati e realizzati da Domino, stampa sia su materiali porosi che lucidi e, con un cambio della testa di stampa semplice e rapido per qualunque sinta2-gen2015operatore di linea, non è necessario interrompere la produzione o etichettare le confezioni. Si ottiene un significativo risparmio di tempo e un incremento di produttività. La facilità di sostituzione delle cartucce consente, tra l’altro, un intervento autonomo dell’operatore di linea, senza la necessità di un tecnico specializzato.

La movimentazione della testa di stampa avviene con un sistema integrato Sinta IAI, costituito da un attuatore elettrico RCS2 con motore brushless e trasmissione a vite, garante di elevata ripetibilità (± 0.02 mm) a fronte di ottime prestazioni cinematiche e dinamiche. La scelta di un modello con motore non in linea, ma affiancato al corpo dell’asse, permette inoltre di realizzare un sistema dall’ingombro ridotto, mentre il controller compatto e programmabile, associato all’asse, ne consente una gestione semplice, flessibile ed autonoma.

Le date di scadenza sulle confezioni sono stampabili in direzione trasversale al movimento della linea e in entrambi i sensi (da sinistra a destra e viceversa), e mantengono un’elevata leggibilità del dato. Inoltre, l’asse elettrico Sinta consente alle teste di stampa di portarsi sempre alla stessa distanza dal prodotto da marcare, realizzando in questo modo codifiche ottimali su imballi con formati differenti, mentre la capacità della testa di stampare anche lungo il percorso di ritorno permette di aumentare la velocità della linea. Infine, il sistema realizzato è in grado di chiudere completamente le confezioni che arrivano semi-aperte dalla stazione precedente e che, nella soluzione originaria, non venendo chiuse, causavano interruzioni sulla linea di produzione.

In sintesi, la brillante idea di Nimax di combinare una testa di stampa di alta qualità, come la Thermal Inkjet di Domino, con un robocilindro Sinta IAI ad alte prestazioni, ha consentito ancora una volta di raggiungere pienamente gli obiettivi del cliente, che ha deciso di adottare come standard il sistema per l’efficienza, l’affidabilità, la sicurezza e la precisione. Tale modello sarà adottato su tutte le altre linee dello stabilimento. Una scelta strategica che ha richiesto tutta una serie di approfondite valutazioni, sulle quali ha pesato positivamente anche la costante e pronta disponibilità dello staff delle aziende interessate. Una scelta strategica che, in definitiva, è risultata vincente.

La SINTA vi attende il 22 – 23 aprile 2015 a Torino al proprio Stand E20 – ad Affidabilità & Tecnologie, per presentarvi tutte le sue tecnologie e soluzioni.

Sfide industriali = ricerca

La parola a BREMBO

BREMBO è espressione di massima eccellenza in Italia e nel mondo, una realtà in continua espansione, che dimostra nella pratica come gli investimenti in ricerca possano essere indispensabile “motore” per lo sviluppo competitivo.

Giorgio Ascanelli Chief Technical Officer (CTO) Brembo

Giorgio Ascanelli
Chief Technical Officer (CTO)
Brembo

Ne chiediamo conferma in questa breve intervista che Giorgio Ascanelli – Chief Technical Officer di Brembo, ha gentilmente rilasciato a A&Tnews – Febbraio 2014.

Le attuali sfide industriali impongono alle aziende importanti investimenti in ricerca: quali sono alcune delle principali sfide tecnologiche che Brembo sta affrontando?

La costante attenzione all’innovazione e allo sviluppo tecnologico e di processo, fattori alla base della filosofia Brembo, hanno permesso al Gruppo di raggiungere una consolidata leadership internazionale nello studio, progettazione e produzione di sistemi frenanti completi per una vasta gamma di veicoli, sia stradali sia da competizione, rivolgendosi sia al mercato del primo equipaggiamento sia al mercato del ricambio.
Negli ultimi anni l’industria Automotive si è orientata sempre di più all’elettrificazione e/o allo sviluppo di tecnologie ibride, con la conseguente necessità di rendere le autovetture più leggere.
Il driver comune è quello di garantire, sia in produzione sia in utilizzo, minor smaltimento, minori consumi, quindi minori emissioni e minor inquinamento.
In quest’ottica, continua l’implementazione di soluzioni tecniche, che consentiranno di ottenere vantaggi competitivi in termini di riduzione di peso e aumento di performance, per gli impianti stradali; in particolare attraverso lo studio di forme, materiali, tecnologie e trattamenti superficiali che possano soddisfare le esigenze dei veicoli di nuova generazione (elettrici e ibridi), con particolare attenzione alle caratteristiche d’impatto ambientale.

“Il driver comune è quello di garantire, sia in produzione sia in utilizzo, minor smaltimento, minori consumi, quindi minori emissioni e minor inquinamento”

Unitamente al prodotto è necessario innovare il processo per essere più rapidi e migliorare la qualità. Quali le linee su cui si basa la strategia Brembo nell’ambito dell’innovazione di processo?

Brembo ha una grande tradizione nel mondo delle competizioni, dove occorre saper innovare e saperlo fare in fretta, per essere pronti gara dopo gara e a volte tra le qualifiche e la gara stessa. Questo ci ha permesso di testare nel corso degli anni soluzioni innovative che sono poi state applicate anche alla produzione stradale. Non si tratta però solo di nuovi materiali o forme, ma anche di processi produttivi ottimizzati e all’avanguardia, che applicano tecnologie e metodologie che ci permettono di essere più rapidi e di migliorare la qualità dei nostri prodotti. In questo senso l’azienda sta continuando ad investire una quota importante per migliorare le performance e le efficienze degli stabilimenti.

La ricerca è il “motore” del successo

Intervista a Pierpaolo Antonioli (Amministratore Delegato – GM Powertrain Europe)

Pierpaolo Antonioli  Amministratore Delegato GM Powertrain Europe

Pierpaolo Antonioli
Amministratore Delegato
GM Powertrain Europe

Da diversi anni GM Powertrain Europe collabora attivamente al successo del programma contenutistico di Affidabilità & Tecnologie, sia presentando relazioni di assoluto interesse e attualità nell’ambito di convegni e seminari mirati sul Testing e sulla Ricerca in ambito automotive sia, nell’edizione 2012, offrendo ai partecipanti l’opportunità di una visita guidata alla propria sede torinese. Una realtà in continua espansione, che dimostra nella pratica come le competenze italiane (nello specifico, quelle presenti nell’area torinese) in determinati settori possano rappresentare un elemento fondamentale per incentivare nuovi insediamenti di aziende straniere nel nostro Paese.
Ne chiediamo conferma, in questa breve intervista, a Pierpaolo Antonioli, amministratore delegato di GM Powertrain Europe.

Perché Torino? Come si colloca il Centro italiano nella strategia globale GM? 

L’esperienza italiana nel settore dell’ingegneria dei motori Diesel è stata fondamentale nella decisione di GM di restare a Torino e, non a caso, si fa riferimento a questa zona come la “Silycon Valley delle motorizzazioni diesel”.
A sua volta, la GM Powertrain Europe ha mantenuto appieno le aspettative della casa madre ed è cresciuta esponenzialmente nel corso degli anni, passando dagli iniziali 80 dipendenti alla fine del 2005 fino a raggiungere i quasi 600 di oggi. gm (1)
GM Powertrain Europe rappresenta un asset strategico per GM, in quanto è responsabile a livello globale di tutte le motorizzazioni diesel equipaggiate dalle vetture GM, Opel e Chevrolet in primis. Lo sviluppo della tecnologia dei motopropulsori, che GM esporta in tutto il mondo, comporta ad esempio il soddisfacimento di numerosi requisiti, che riguardano innanzitutto le normative di legge relative alle emissioni, in secondo luogo lo stile di guida, che può differire tra paese e paese, e non ultimo le particolari condizioni climatiche e stradali.

Più nello specifico, come si è sviluppato il rapporto del Centro con il territorio piemontese? Sono state realizzate sinergie con altre realtà industriali locali?

La GM Powertrain Europe si conferma oggi un player di primo piano sul territorio piemontese, garantendo occupazione altamente qualificata. Inoltre, grazie alle attività di sviluppo orientate alla produzione di ben sei diverse famiglie di motori Diesel, è in grado di muovere una catena di fornitori che comportano una ricaduta sul territorio dell’ordine di circa 200 milioni di euro annui.

gm(2)GM è la prima azienda del settore auto a essersi insediata in una struttura universitaria: com’è nata e come si è concretizzata questa possibilità?

GM da sempre crede nell’importanza di un rapporto stretto tra industria e accademia. Università prestigiose, come il Massachusetts Institute of Technology (MIT) negli USA, il National Institute of Design (NID) in India, il Technische Universität Darmstadt (TUD) in Germania e da pochi anni il Politecnico di Torino, fanno parte di una rete globale chiamata PACE. Questa rete, costituita nel 1999, è frutto di un’alleanza globale tra General Motors, Autodesk, HP, Oracle, Siemens PLM Software, che sostiene tutti gli istituti accademici considerati a livello globale strategici per GM, attraverso la donazione di specifici tool di sviluppo, sia Hardware sia Software, unita a una formazione specifica volta al loro utilizzo. Quest’operazione consente a GM e ai suoi partner di preparare la nuova generazione di ingegneri, grafici e analisti dotati delle capacità necessarie per essere competitivi nel futuro. Il Politecnico di Torino è la prima università italiana e la quarta in Europa a fare parte di questo progetto.

La ricetta per affrontare le sfide industriali dei settori manifatturieri!

Ricerca + Innovazione

Intervista a Giuliano Lengo – (Direttore Generale – Ceipiemonte, Centro Estero per l’Internazionalizzazione)

Giuliano Lengo  Direttore Generale  Centro Estero per l’Internazionalizzazione  (CEIPiemonte)

Giuliano Lengo
Direttore Generale
Centro Estero per l’Internazionalizzazione
(CEIPiemonte)

Qual è il ruolo di CEIPIEMONTE nel territorio di competenza, con particolare riferimento ai settori aerospaziale, automotive e impiantistica industriale?

Rafforzare sui mercati esteri la presenza del sistema economico piemontese è uno degli obiettivi principali delle attività che gestiamo. In particolare, da quest’anno coordiniamo un programma innovativo, legato al Piano strategico per l’internazionalizzazione del Piemonte, varato da Regione e sistema camerale piemontese. Attraverso tale Piano favoriamo la promozione internazionale dei principali comparti produttivi, tra cui naturalmente l’aerospazio, cui è dedicato il progetto Torino Piemonte Aerospace, gestito su incarico di Regione Piemonte e Camera di Commercio di Torino. Il progetto è finalizzato allo sviluppo del business e al miglioramento delle capacità tecnologiche per la filiera dell’aeronautica, spazio e difesa e attualmente raggruppa più di 100 imprese selezionate.

Tra i caratteri distintivi dell’iniziativa ci sono le attività di aggregazione costruite intorno alle Filiere di Fornitura, per l’allungamento della catena del valore nella proposta commerciale, e ai Tavoli Tecnici, per lo sviluppo di progetti innovativi e il miglioramento della capacità tecnologiche delle PMI.

CEIPIEMONTE  parteciperà attivamente anche alla prossima edizione di A&T 2014: quali sono, a Suo parere, gli aspetti maggiormente attrattivi della manifestazione? 

A&T rappresenta sicuramente un’ottima opportunità per le PMI piemontesi, quale piattaforma di incontro e confronto tra attori altamente qualificati e di livello nonché occasione per promuovere le capacità di offerta e di innovazione tecnica scaturite dalle aggregazioni tra le imprese e, perché no, un bacino dove attingere a competenze collaterali o attualmente non disponibili all’interno dei singoli comparti merceologici. Nella scorsa edizione erano state allestite due aree: una denominata Torino Innovation Hub, all’interno della quale si dava risalto ai progetti di filiera e ai risultati dei progetti di innovazione realizzati da Mesap, il polo della meccatronica e parner tecnico di InTO MECH; una seconda denominata International Corner, che accoglieva 20 Buyers stranieri in rappresentanza di 12 brand internazionali e consentiva loro di conoscere prodotti e tecnologie di imprese italiane nell’ambito di un programma di incontri b2b. Nel 2014 si replicherà con la stessa logica.

ceipiemonte

Quali sono le principali sfide oggetto degli attuali/prossimi progetti di ricerca in ambito aerospace, automotive e impiantistica industriale? 

L’evoluzione tecnologica nel settore aerospazio spinge fortemente verso l’ottimizzazione delle performance dei velivoli. Nuove sfide che si traducono in nuove opportunità: grande attenzione all’alleggerimento dei velivoli, al contenimento dell’uso di carburante, alle tecnologie green, ai nuovi processi di produzione, ai centri di ricerca incentrati sull’innovazione di prodotti e processi. Sfide analoghe per il settore dell’automotive, con un ulteriore focus su tutto quello che attiene la sostenibilità, dai sistemi di propulsione elettrica ed ibrida, alla sicurezza, nuovi materiali leggeri e riciclabili, telematica e informabilità, gestione dell’energia, interfaccia uomo-macchina e veicolo-veicolo, smart grid. Per l’impiantistica industriale e l’automazione i focus principali sono efficienza energetica, affidabilità e sicurezza, modularità.

Quali sono le tecnologie di principale interesse per i tre settori in relazioni a tali sfide?

Le aziende del progetto Torino Piemonte Aerospace stanno già lavorando in modalità aggregata per la realizzazione di prodotti, sistemi e processi che possano rispondere ai nuovi traguardi posti dall’avanzamento tecnologico restando al passo con le richieste della committenza. I progetti innovativi in corso sono, infatti, incentrati sull’utilizzo di nuovi materiali, su processi di simulazione e lavorazioni di nuova generazione. Il pool di From Concept to Car sta lavorando invece sulla mobilità urbana, con l’obiettivo di sviluppare prototipi e prodotti finiti di veicoli elettrici e ibridi per la mobilità personale e delle merci a corto raggio. Le tecnologie principali riguardano l’impiego di nuovi materiali, l’assemblaggio e la gestione dei sistemi di potenza, ingegneria, simulazione e testing, le lavorazioni avanzate della plastica e dei metalli in ottica green, Per l’impiantistica e l’automazione, il valore aggiunto è dato da sistemi di visione artificiale, sistemi wireless, software open source, tecnologie di microlavorazione.

 

Fabbricazione Additiva: la potenza dirompente delle polveri metalliche

Nell’industria manifatturiera, la FABBRICAZIONE ADDITIVA è uno degli strumenti innovativi che stanno assumendo sempre maggiore importanza, sia per i vantaggi competitivi che è in grado di offrire sia per le sue elevate potenzialità di sviluppo applicativo. Parliamo di una tecnologia sempre più utilizzata dagli utenti industriali, non solo nella realizzazione di prototipi ma anche nella produzione di componenti.

fabbricazione-additiva1Laser Metal Deposition (LMD), Selective Laser Melting (SLM) ed Electron Beam Melting (EBM) sono solo alcune delle tecnologie che consentono di fabbricare oggetti da modelli 3D computerizzati, per aggregazione di strati di polveri, in opposizione alle metodologie tradizionali di produzione sottrattiva.

Tecnologie collegate presenti ad A&T2014
  • Tecniche applicative di scansione laser
  • Reverse engineering
  • Simulazione
  • Misure dimensionali
  • Caratterizzazione dei materiali
  • Testing sui componentifabbricazione-additiva2

In pratica, vengono tagliate le fasi tradizionali di prototyping, tooling e production, che portano dal design al prodotto finito, sostituendole con il solo rapid manufacturing.
Appare chiaro quindi che i vantaggi competitivi siano notevoli, anche in termini di riduzione di tempi e costi dei processi produttivi. Ma i vantaggi della FA consistono soprattutto nel rendere realizzabili prodotti con geometrie personalizzate e strutture interne complesse, che con la produzione tradizionale non era possibile gestire.
Viene inoltre aumentata la gamma dei materiali utilizzabili (acciaio, titanio, leghe di titanio, alluminio, magnesio, tantalio, tungsteno, ecc.), strategici per conferire ai componenti caratteristiche adatte a vincere le nuove sfide tecnologiche sottoposte da un mercato globale sempre più competitivo, in particolare per le applicazioni più esigenti (medicale, beni di consumo, design, aerospace, attrezzaggio, automotive, robotica).

Vantaggi competitivi di una tecnologia innovativa
  • Libertà di design (geometrie personalizzate, strutture interne complesse, …)
  • Riduzione costi (funzionalità integrate, no postlavorazioni,… )
  • Riduzione tempi (processi produttivi, …)
  • Customizzazione
  • Utilizzo nuovi materiali performanti

Si pensi, ad efabbricazione-additiva3sempio, al ruolo strategico che l’additive manufacturing riveste nel settore aeronautico consentendo l’ottimizzazione di nuovi progetti, l’alleggerimento del peso dei componenti e, non ultima, la riduzione del costo: fattori chiave per i costruttori di motori, che possono aumentare l’efficienza e ridurre il consumo di carburante dei loro prodotti, e per i costruttori di aeromobili che devono sviluppare velivoli leggeri e più efficienti, ora in grado di ridurre l’uso di risorse e i costi operativi a lungo termine.

 

Una simile innovazione spinge a ripensare a tutta la “filiera”: non solo la produzione, quindi, ma anche lo sviluppo del prodotto, la progettazione, il modo in cui i dati vengono elaborati e, chiaramente, afabbricazione-additiva4nche la fornitura delle polveri, in termini di qualità, standardizzazione e innovazione.

Il focus della FA avrà ampia rilevanza nell’ambito di A&T 2014, sia nella parte espositiva, in
cui saranno presenti i principali fornitori di tecnologie di produzione rapida, sia in ambito convegnistico, dove verranno proposte case history di grande interesse ai fini dell’innovazione competitiva.

Sfide Aerospazio: investire su Marte…favorisce lo sviluppo di PMI, trasporti terrestri, robotica, medicale e protezione civile!

I progetti delle aziende del settore Aerospace puntano a “viaggiare nello spazio”, quindi ricerca e investimenti in innovazione a tutto campo. Ma quali sono le possibili ricadute pratiche su altri settori produttivi? E con quali effetti sullo sviluppo economico a livello locale e nazionale?

La domanda è stata posta a Piero Messidoro, Chief Technical Officer (CTO) di Thales Alenia Space Italia.

Piero Messidoro Chief Technical Officer (CTO) Thales Alenia Space Italia

Piero Messidoro
Chief Technical Officer (CTO)
Thales Alenia Space Italia

“Thales Alenia Space Italia è impegnata nel Cluster Nazionale Aerospazio, in rappresentanza della Grande Industria del Distretto Piemontese, ma coordina attività che si sviluppano in diverse Regioni: Lazio, Lombardia, Campania, Veneto, Toscana, ecc. nelle varie sedi aziendali, presso partners del tipo PMI o centri di ricerca o Università. Proprio in questi giorni il MIUR ha approvato i progetti Cluster dell’Aerospazio, uno dei quali vede Thales Alenia Space Italia come capofila: si chiama “SAPERE” e si articola in una parte dedicata all’osservazione della terra per monitorare situazioni di emergenza (SAFE) e in una seconda (STRONG), orientata all’operatività nazionale globale, centrata su uno Space Tug (rimorchiatore spaziale) utile per varie applicazioni, soprattutto nell’Esplorazione Spaziale.

Ebbene questi progetti danno continuità ad altre iniziative di ricerca, in corso o previste nel prossimo futuro a livello regionale, a cui collaborano team guidati da Thales Alenia Space, che coinvolgono diverse PMI, Università e Centri di Ricerca impegnate a co-investire in questi sviluppi tecnologici. Un esempio di queste iniziative è il progetto regionale Piemontese STEPS (Sistemi e Tecnologie per l’Esplorazione Spaziale), che ha completato la prima fase di 3 anni nel 2012 e ora prosegue in una fase 2. Il progetto intende sviluppare una serie di tecnologie cosiddette abilitanti per le missioni di Esplorazione Spaziale, che permetteranno a Thales Alenia Space e ai suoi partner di partecipare alle future missioni, acquisendo contratti e opportunità di lavoro nel Distretto. Queste tecnologie, date le loro caratteristiche innovative, hanno anche potenziali ricadute verso altri settori. In genere questi spin-off vengono perseguiti soprattutto dalle PMI coinvolte nel progetto, che in questo modo diversificano le proprie attività e riescono a garantirsi una maggiore continuità di lavoro.

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[l’intero articolo è disponibile sul numero di A&T News di Ottobre 2013 – pg.11-12-13]