Nuove soluzioni da Physik Instrumente

physik-instrumente-smallPhysik Instrumente (PI), azienda leader nel settore del micro e nano-posizionamento, rinnova anche quest’anno la sua partecipazione ad A&T – Affidabilità & Tecnologie, arrivata ormai alla sua decima edizione. Tra i nuovi strumenti che PI presenterà durante la manifestazione spicca la nuova serie PIMag™ di azionamenti veloci voice coil per l’industria e la ricerca.

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Automazione nell’industria automotive: linea robotizzata di assemblaggio di un particolare motore Brushless

KistlerSinteco_Foto1Sinteco – Robotics & Automation, fondata nel 1984, progetta e realizza macchine e impianti complessi per l’automazione e la robotica industriale. Forte di un team altamente specializzato, soddisfa le esigenze espresse dai settori industriali più diversi: dall’automotive al medicale, dall’elettronica al consumer. Sinteco offre soluzioni che coniugano tecnologia all’avanguardia, efficienza, flessibilità, affidabilità e altissima qualità: soluzioni “chiavi in mano” che rappresentano vere e proprie automazioni complesse, al di fuori degli standard, in grado di innovare il processo produttivo, elevandone significativamente la qualità e la produttività.
Siamo continuamente chiamati a rispondere alle necessità di un mercato in cui le esigenze aumentano giorno dopo giorno. Una razionalizzazione delle attività di assemblaggio, per quanto riguarda sia il giusto utilizzo di manodopera sia l’impiego e l’efficienza delle attrezzature di montaggio e di manipolazione. Le nostre linee sono progettate per una produttività che duri nel tempo. Inoltre l’applicazione costante di concetti quali la standardizzazione, la modularità e l’utilizzo di apparecchiature che garantiscono flessibilità e il controllo via software consentono rapidi tempi di produzione e, successivamente, agevoli modifiche, permettendo al produttore di rispondere prontamente alle mutate esigenze di mercato. La domanda, oggi, è chiaramente orientata a un’automazione in grado di migliorare le prestazioni, ridurre gli sprechi e consentire l’approccio a nuovi mercati”, spiega Andrea Dametto, Responsabile dell’Ufficio Progettisti Meccanici, Sinteco.

L’appuntamento con questo e altri casi applicativi è alla manifestazione AFFIDABILITÀ & TECNOLOGIE,  che si terrà a Torino al Lingotto Fiere il 22-23 Aprile 201.

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La robotica applicata ad una migliore cooperazione tra uomo e macchina

Quando si affronta un tema di visione e in particolare ci si pone il problema di analizzare un sistema complesso, spesso ci si concentra sulle peculiarità della fotocamera, oppure degli altri componenti. Ciò al fine di ragionare in termini di risoluzione o di altre grandezze che a “tavolino” direbbero che il sistema è assolutamente in grado di fare quello che il cliente richiede. La realtà è più complessa, o meglio, nella realtà si confronteranno le prestazioni del sistema con quello che l’uomo riesce a fare in termini di visione, apprendimento e adattamento al problema, ovviamente richiedendo tempi ciclo ridotti e maggiore capacità di ispezione.

Ad A&T – Affidabilità & Tecnologie, la manifestazione internazionale dedicata alle tecnologie innovative – Torino 22/23 Aprile 2015 – i Visitatori industriali troveranno Espositori che presenteranno le loro migliori tecnologie e metodologie nel campo dei sistemi robotici applicati all’industria di precisione.

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La richiesta: migliorare e velocizzare azioni manuali ripetitive

Il caso di applicazione principe in questo senso è la fine linea produttiva nel settore automotive: la verifica e l’assemblaggio di componenti di vario tipo (come ad esempio nell’assemblaggio di un motore) è infatti un’attività in larga parta manuale con addetti che svolgono decine se non centinaia di controlli in breve tempo su centinaia di pezzi ogni giorno. È naturale che tale tipo di attività così pressante e ripetitiva necessiti di grande attenzione e concentrazione, e che, di conseguenza, possa generare un’elevata possibilità di errore se il personale non viene correttamente gestito e “turnato”.

L’esigenza diventa quindi creare un sistema “robusto” in grado di riconoscere un componente in un contesto e non solo per confronto di immagini campione, unendo quindi le capacità di un essere umano con l’instancabilità di una macchina.

La soluzione: un sistema che si avvicina alla coordinazione occhio-mano

Sistema robotico Kuka
A questo scopo hanno unito le loro forze Egicon, azienda specializzata nello sviluppo e produzione di sistemi elettronici “mission critical” e di apparati di ispezione e collaudo, e Kuka Robotics, uno dei più grandi costruttori di robot industriali a livello mondiale, i quali hanno saputo creare un sistema robotico in grado di simulare le capacità umane di osservazione, riconoscimento, orientamento nello spazio e coordinazione occhio-mano descritte sopra, posizionandosi sempre nella migliore condizione per il sistema di visione e garantendo la massima flessibilità nel compimento del lavoro da svolgere.

Dall’integrità alla completezza

Robot Kuka - riconoscimento componentiPer come pensato, progettato e sviluppato da Egicon, questo sistema di visione e ispezione trova larga applicabilità nel settore automotive ma non solo: anche altri ambiti come quello medicale e alimentare possono sfruttare ampiamente questo tipo di soluzione, così come ogni altro comparto in cui siano presenti processi che necessitano a vario livello di controlli di integrità, di estetica, controlli dimensionali e di completezza e correttezza di eventuale assemblaggio, avendo quindi a disposizione una sorta di ispettore automatizzato a garanzia della qualità, capace di interpretare e riconoscere non solo (le più note) discontinuità estetiche e/o geometrie fuori tolleranza, ma anche se un processo di assemblaggio si è svolto correttamente e che tutti i pezzi siano stati usati e posizionati secondo distinte precise. E questo non è di certo così noto e semplice da realizzare.

Egicon vi aspetta con questo, e altri Casi Applicativi presso lo stand di Kuka Robotics (E3/D4) ad Affidabilità & Tecnologie, 22-23 Aprile 2015 | Torino, Lingotto Fiere

La fotonica del silicio si avvicina alle esigenze della produzione di massa

La fotonica del silicio è la tecnologia emergente che utilizza processi e componenti standard della tecnologia CMOS come mezzo per inviare, ricevere e distribuire informazione di tipo ottico tra CPU e altri componenti elettronici con velocità di trasmissione nell’ordine dei Tbit/s, basso consumo e generazione di calore.

PI miCos, sussidiaria del Gruppo PI (Physik Instrumente), è specializzata nella progettazione e creazione di sistemi e componenti per la fotonica, il nano-posizionamento e la tecnologia laser, e offre inoltre servizi completi di system integration nel campo dell’ottica e del motion control.
PI miCos sarà tra gli espositori di A&T – Affidabilità & Tecnologie, la manifestazione internazionale dedicata alle tecnologie innovative (Torino, 22/23 Aprile 2015), dove presenterà nuove soluzioni nel campo della produzione ed ispezione di chip fotonici.

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Soluzioni automatizzate per produrre componenti elettronici, integrati con fibre ottiche

Tra i neologismi oggi più di moda vi sono sicuramente cloud computing e internet veloce: l’attenzione è migrata dalle telecomunicazioni al “data-communication”, ovvero verso processi in cui la connessione ottica non è utilizzata su lunghe distanze ma per la comunicazione interna ad un chip, tra chip distinti o tra i chip e la board che li ospita.

In questo scenario, congiuntamente all’alto rendimento e alla possibilità di integrazione con altri componenti elettronici, l’economicità rappresenta un requisito fondamentale. La produzione dei wafer è infatti oggi altamente automatizzata e ha raggiunto prezzi ragionevolmente bassi; tuttavia applicare componenti ottici su un substrato di silicio e regolarne la connettività ottica (necessaria a portare l’informazione da e verso il chip) restano operazioni tutt’altro che semplici. Normalmente, le guide ottiche su wafer di silicio hanno infatti una larghezza da 200 a 400 nm, molto più piccole quindi delle classiche fibre ottiche mono-modali in vetro che hanno un core di circa 9 μm.

Produzione ed ispezione di chip fotonici

Figura 1: Soluzione automatizzata per produzione ed ispezione di chip fotonici: il sistema integra l’hardware e il software per l’automazione dell’assemblaggio e dell’allineamento tra cui tecnologie robot per il pick-and-place, strumenti per il posizionamento di precisione e analisi di immagine (Immagine: PI)

Aprire la strada verso produzioni di massa ottimizzate nei costi significa automatizzare le operazioni di posizionamento affiancandovi sistemi di visione artificiale e misura diretta. La gestione di un tale sistema è una vera sfida e richiede massima precisione nelle operazioni di manipolazione, posizionamento e aggiustamento ed una velocità di produzione tale da poter servire il mercato di massa.

PI miCos ha raccolto questa sfida sviluppando dalle tecnologie presenti in casa una macchina di assemblaggio e allineamento di componenti fotonici. Il risultato è un sistema chiavi in mano (Fig. 1) adattabile facilmente alle varie richieste applicative e in grado di assemblare su un chip di silicio un package ceramico con componenti ottici posizionati con accuratezza sub-micrometrica.

Nano-posizionamento, Analisi di Immagine e Robotica

Quattro blocchi distinti (Fig. 2) implementano questo complesso banco di allineamento e assemblaggio: micro e nano-posizionamento, visione artificiale, robotica per il pick-and-place e software dedicato con interfaccia grafica utente. Il robot, guidato dal sistema di visione, preleva i componenti e li posa nell’holder intermedio. I componenti fotonici sono poi sistemati con accuratezza micrometrica sul substrato di silicio utilizzando un sistema di elaborazione immagini ad alta risoluzione nello spettro del visibile e dell’infrarosso ad onda corta (SWIR).

Banco di allineamento e assemblaggio

Figura 2: Sistema SpaceFAB per l’aggiustamento fine (I), software dedicato e interfaccia utente (II), sistema industriale di imaging (III) e robotica standard per il pick-and-place dei componenti (IV) (immagine: PI)

Ottenuta la cosiddetta “prima luce”, ovvero la condizione in cui la continuità del segnale ottico può essere misurata e monitorata, la ricerca sub-micrometrica del picco di intensità avviene ad opera di una combinazione di posizionatori lineari e robot per la micro-fabbricazione che operano su sei gradi di libertà: gli SpaceFAB di PI miCos a cinematica parallela.

La cinematica parallela

Uno SpaceFAB realizza movimenti veloci e ad alta precisione in anello chiuso grazie a slitte micrometriche (dotate di righe ottiche) in configurazione XY che muovono in maniera congiunta un’unica piattaforma tramite gambe di lunghezza costante e un’opportuna configurazione dei giunti meccanici (Fig. 3).

Agendo direttamente sulla stessa piattaforma, si evita il cumulo di errori di guida tipico dei sistemi a cinematica seriale “impilati”, migliorando perciò notevolmente l‘accuratezza. Grazie alla minore massa in movimento, anche le prestazioni dinamiche migliorano e sono costanti sui vari assi.  Non vi sono infine cavi in movimento e il sistema risulta molto più compatto.

Cinematica parallela

Figura 3: Cinematica parallela: gli attuatori agiscono su un’unica piattaforma (immagine: PI)

Il controllore dello SpaceFAB consente di definire un fulcro di rotazione arbitrario nello spazio e di mantenerlo indipendentemente dal movimento, caratteristica irrinunciabile per ottenere un aggiustamento preciso dei componenti fotonici.

Completato l’allineamento fine, segue un ciclo automatico di fissaggio con resine epossidiche e solidificazione termica o UV. Questa soluzione dedicata di pre-produzione ha una durata di processo di solo alcuni minuti, ben al di sotto dei 40 normalmente necessari in modalità manuale.

Con il loro sistema chiavi in mano, gli specialisti del nano e micro-posizionamento hanno dato un contribuito importante ad avvicinare la fotonica del silicio alle esigenze della produzione di massa. Sarà interessante seguire cosa il futuro ha in serbo.

Il Gruppo PI (Physik Instrumente)

Ben conosciuta per l’alta qualità dei suoi prodotti, PI (Physik Instrumente) è da sempre una delle aziende di riferimento nel mercato globale dei sistemi di nano-posizionamento e può vantare un’esperienza di ormai 40 anni nello sviluppo e nella fabbricazione di prodotti standard ed OEM, su tecnologie convenzionali e piezoelettriche. Quattro siti produttivi in Germania e dieci uffici all’estero dedicati alla vendita e all’assistenza fanno del Gruppo PI una consolidata realtà internazionale che, grazie al contributo di oltre 700 dipendenti qualificati, è ad oggi in grado di soddisfare qualsiasi richiesta relativa al posizionamento di precisione.

Gli strumenti di misura ottica garantiscono gli standard di sicurezza: il caso della Hitega, settore biomedicale

L’esigenza di garantire precisione della produzione in ambito medicale, oggetto di questo caso applicativo, è comune anche a molte aziende delle principali filiere, quali ad esempio automotive, aerospace, meccanica di precisione.

Per offrire alle aziende un evento realmente specialistico, Affidabilità & Tecnologie 2015, la fiera internazionale dedicata alle tecnologie e alle soluzioni innovative, in collaborazione con le Società Espositrici e il Comitato Scientifico, organizzerà nel contesto della manifestazione il più importante evento italiano dedicato alle tecnologie di misura, testing e controlli in produzione.

Ci sarà la possibilità per tutti i Visitatori di accedere ad esempi reali di Casi Applicativi direttamente presso gli stand degli Espositori e approfondire le tematiche di maggiore interesse.

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L’appuntamento è il 22/23 aprile 2015 – Torino Lingotto Fiere
300 espositori, padiglione da 13.000 mq, 12 Convegni

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Precisi, piccoli, molto speciali: ecco come sono i prodotti di Hitega

hitegaL’azienda tedesca, con sede a Gangkofen nella Bassa Baviera, si è affermata come fornitore di servizi nel campo della meccanica di precisione. Il team Hitega possiede diversi sistemi di misura ottici, a contatto e multisensore. Non a caso l’azienda investe nella metrologia più sofisticata: i suoi clienti, in particolare nel settore dell’assistenza sanitaria e della tecnica medicale, richiedono controlli al 100% e una documentazione completa di ogni singola fase del processo.

“La precisione è la nostra passione”, recita lo slogan dell’azienda, e questo concetto viene percepito nettamente nel corso della visita alla sede: tabelle Kaizen ovunque, aree di produzione immacolate, a perdita d’occhio, centri di lavoro avanzatissimi, lucenti. “Qui all’Hitega ci muoviamo nella precisione assoluta”, afferma l’amministratore delegato Michael Herre. “Siamo diventati famosi con la produzione di singola serie o piccola serie di componenti ad alta precisione lavorati, fabbricazione di prototipi, ingegneria di montaggio e produzione, soprattutto per la tecnica medicale, l’industria dei semiconduttori e degli elettrodomestici”.

Tecnologia multisensore flessibile

Martin Ebner, responsabile produzione in Hitega, spiega: “In generale tutto è diventato sempre più complesso negli ultimi anni.
Riceviamo parti con grandi quantità di tolleranze di forma e posizione e devono essere controllate al 100%, come ad esempio le protesi per la colonna vertebrale. Su una di queste protesi abbiamo, su tre fori, una tolleranza di forma e posizione MMC su tre riferimenti. In questi fori vengono poi inserite le viti per fissare la protesi alla struttura dell’osso”. Queste caratteristiche hanno tolleranze fino a pochi centesimi di millimetro e nella maggior parte dei casi il controllo dimensionale viene eseguito relativamente al modello CAD. Hitega si serve di procedure di misura ottiche e a contatto per poter rilevare tutte le caratteristiche. Con i sistemi di misura multisensore di Hexagon Metrology, Hitega riesce a fare tutto questo in un’unica sessione. Tutte le macchine, infatti, sono dotate di ottica ad alta precisione, sistemi di rilevamento a contatto e sensori laser.

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A Gangkofen si lavorano materiali come alluminio, acciaio inossidabile, plastiche tecniche e magnesio. Hitega punta completamente sul suo know-how in materia di produzione e metrologia. Poiché l’accento viene posto sulla produzione e sulla metrologia ad essa collegata. Hitega investe fortemente in questi settori, nel parco macchine e nella formazione dei dipendenti:.”La metrologia è una parte del nostro core business” afferma Herre.
Al servizio del Controllo Qualità in Hitega, vi sono tre sistemi di misura ottica multisensore di Hexagon Metrology, due dei quali dispongono di una corsa di misura di 400 x 400 x 200mm, il terzo offre un volume di misura di 600 x 600 x 200mm.

Il caso applicativo racconta anche i seguenti aspetti:

  • Tracciabilità dalla A alla Z
  • Quasi come se misurasse da sola
  • Maggiore produttività grazie alla programmazione in offline

Per scaricare l’articolo completo >>>

Per maggiori informazioni sul programma della manifestazione: segreteria@affidabilita.eu

I progetti di R&D MESAP come generatori di nuovi business e nuove catene del valore

MESAP sta generando molti progetti di ricerca e sviluppo. Parliamo con Dario Scapaticci, Technology Manager di MESAP.

Dario Scapaticci Technology Manager MESAP

Dario Scapaticci
Technology Manager
MESAP

Quali sono le modalità prevalenti di sfruttamento dei risultati ottenuti? 

I progetti MESAP di ricerca e sviluppo generano prototipi dimostratori funzionali. Tali oggetti sono spesso molto complessi dal momento che sono il risultato di sviluppi tecnologici in genere diversificati e trasversali. Per costruire un prototipo funzionale occorre frequentemente sviluppare specifici sottosistemi, che risultano a loro volta molto innovativi e che si integrano tra loro nell’oggetto finale. Quindi, accanto al risultato principale previsto dal progetto sono spesso disponibili soluzioni e tecnologie innovative che hanno contribuito a generarlo e che risultano “vendibili” anche separatamente. Si tratta di un importantissimo effetto moltiplicatore attraverso il quale un singolo progetto può generare un cascame di risultati spendibili, anche in settori diversi da quello di sbocco primario, in una logica di open innovation.

Ci può fare un esempio concreto di questo processo?

Un esempio concreto è rappresentato dal progetto “Biomicrofab”, il cui obiettivo principale consisteva nella realizzazione di un prototipo di micro fabbrica per l’assemblaggio e la lavorazione automatica di micro dispositivi biomedicali. Si tratta di un obiettivo estremamente ambizioso per raggiungere il quale era necessario sviluppare una serie di sottoprocessi e di sottosistemi dedicati a singole fasi della lavorazione o dell’assemblaggio. Ma, per illustrare meglio le caratteristiche assolutamente innovative dei risultati ottenuti, lasciamo la parola ai protagonisti.

Dott. Savino, voi della Hexacom siete capofila del progetto. Dal vostro punto di vista, quali risultati avete ottenuto e quali sviluppi futuri intravedete?

Guglielmo Savino R&D Manager HEXACOM

Guglielmo Savino
R&D Manager
HEXACOM

Fin dall’inizio del progetto, alcuni risultati erano assolutamente chiari ed hanno rappresentato il fine ultimo del lavoro di ricerca, ovvero la realizzazione della micro fabbrica. Quello che non avrei saputo prevedere, invece, sono stati i risultati per così dire “trasversali”.

Spesso si sente dire che mettere insieme professionisti del settore accademico, meccanico, elettronico, informatico su un progetto comune è una impresa disperata. Dopo due anni, alla luce del risultato ottenuto, posso dire che quando questa multidisciplinarietà riesce, i frutti sono evidenti e galvanizzanti. I risultati sono quindi non solo quelli specifici della realizzazione pratica, ma sono soprattutto l’acquisizione di una nuova capacità di “fare” innovazione tecnologica in modo integrato. L’aspetto tecnico seguito direttamente da Hexacom ha permesso di realizzare e rendere concreto il frutto della nostra esperienza nell’ambito della visione a forte ingrandimento, della misura e della gestione del processo in un modo “innovativo” rispetto a quanto non fosse stato da noi sperimentato prima. Con il progetto sono state messe a punto nuove tecnologie, sperimentate nuove soluzioni e sondati nuovi campi, in principio estranei tra loro e all’ambito di applicazione. Per esempio abbiamo dato un forte taglio modulare a tutta la micro fabbrica, introducendo un approccio il più possibile asincrono e parallelo.

Una conseguenza di questo atteggiamento è stata l’utilizzo di software esclusivamente open source, che ci ha permesso di programmare una gestione unica e nel contempo flessibile espressamente adeguata alle esigenze della macchina. Siamo, infatti, profondamente convinti che la facilità e la praticità dell’impiego dell’innovazione sia un importante obiettivo da raggiungere per un’azienda che vuole “fare eccellenza”.

Luciano Scaltrito Direttore Ricerca e Sviluppo Microla Optoelectronics

Luciano Scaltrito
Direttore Ricerca e Sviluppo
Microla Optoelectronics

Dottor Scaltrito, quali vantaggi sta traendo Microla dall’attività svolta all’interno del progetto Biomicrofab?

Microla svolge la sua attività di progettazione di sistemi optoelettronici per applicazioni laser per i propri clienti e pertanto trae linfa vitale dalla acquisizione di nuove competenze.

La prima ed immediata ricaduta del progetto è stata quella di acquisire nel suo portafoglio clienti CID SpA, azienda partner di Biomicrofab, che ha avuto modo di apprezzare le potenzialità di Microla grazie al progetto stesso.

Personalmente ritengo che nell’ambito progettuale di Biomicrofab, il team di Microla abbia tratto tre fondamentali vantaggi: primo, ha avuto la possibilità di testare numerose sorgenti laser allo stato dell’arte presso i laboratori di diversi produttori di sorgenti per laser micromachining; secondo, ha acquisito maggiore visibilità sul territorio stringendo diversi accordi di partnership per offrire al mercato nuove capacità di progettazione di complessità crescente; infine, ha avuto la possibilità di applicare le competenze acquisite per progettare nuovi centri di lavorazione  laser fino a concretizzare la fabbricazione di un nuovo prodotto su commessa, nella fattispecie si tratta di un sistema “laser deep engraving” per diamante e materiali ceramici applicati nella produzione di trafile per il settore orafo e delle comunicazioni.

Ingegner Mang, ci può illustrare i risultati ottenuti da MAGER?

Giorgio Mang Direttore Generale MAGER

Giorgio Mang
Direttore Generale
MAGER

La MAGER è specializzata nella progettazione e produzione di sistemi di guida ad alte prestazioni per macchine industriali, e in attrezzature di lavorazione e manipolazione dedicate. Nell’ambito di questo progetto si è occupata dello sviluppo delle guide meccaniche di alta precisione, basate sulla tecnologia del cuscinetto ad aria e del direct drive, e di fornire supporto tecnologico e produttivo per gli apparati di manipolazione degli stent e dei marker. Date le dimensioni decisamente contenute (al limite della micromeccanica) La MAGER è specializzata nella progettazione e produzione di sistemi di guida ad alte prestazioni per macchine industriali, e in attrezzature di lavorazione e manipolazione dedicate. Nell’ambito di questo progetto si è occupata dello sviluppo delle guide meccaniche di alta precisione, basate sulla tecnologia del cuscinetto ad aria e del direct drive, e di fornire supporto tecnologico e produttivo per gli apparati di manipolazione degli stent e dei marker. Date le dimensioni decisamente contenute (al limite della micromeccanica) e della delicatezza dei componenti da manipolare, si sono dovute definire delle specifiche particolarmente sfidanti in termini di compattezza dei dispositivi, mantenendo precisione e controllabilità dei dispositivi.

Lo sviluppo del progetto, piuttosto ambizioso, ha implicato la disegnazione di sottogruppi funzionali dalla cui unione è scaturita la Biomicrofabbrica. Da questo progetto sono stati derivati dei componenti da consolidare tecnicamente, e da promuovere commercialmente, andando a coprire alcune nicchie di mercato scarsamente coperte dalla concorrenza, in particolare nel settore dei direct drive di piccola taglia. La fattiva collaborazione con Microla ha già permesso l’applicazione di uno di questi prodotti su una macchina per lavorazione laser di trafile in diamante per metalli preziosi. Un ulteriore sbocco immediato sarà rappresentato da un’applicazione nell’ambito della movimentazione di wafer di silicio. Non ultimo, la partnership ha aumentato la visibilità sul territorio della MAGER, permettendo di entrare in contatto con nuove realtà imprenditoriali: alcuni di questi nuovi rapporti commerciali sono in via di consolidamento, e dovrebbero garantire maggiore penetrazione in alcuni settori nei quali MAGER era poco presente.

MESAP: l’incubatore collettivo d’innovazione nella meccatronica

Intervista a Mauro Zangola (Responsabile di programma del MESAP, Polo di innovazione della Meccatronica e dei Sistemi Avanzati di Produzione)

Mauro Zangola Responsabile di Programma MESAP

Mauro Zangola
Responsabile di Programma
MESAP

MESAP è una realtà giovane, ma si sta progressivamente imponendo come fattore di aggregazione industriale sul nostro territorio: a che punto siamo?

A buon punto, direi. In quattro anni il Polo è passato dai 64 membri iniziali ai 200 di oggi, fra Imprese, Atenei e Centri di ricerca. Vi aderisce il “Gotha” della meccatronica piemontese, con nomi quali Comau, Prima Industrie, Fidia, Skf, Bitron, Alenia Aermacchi, Thales Alenia Space,
Cinetic Giustina. A me piace definire il Polo un “incubatore collettivo di innovazione”, per la sua capacità di fare ricerca collaborativa e per la sua naturale propensione a sperimentare sempre nuove attività. Nell’arco di quattro anni ha incubato 44 progetti di ricerca, frutto della
collaborazione fra imprese e centri di ricerca per un valore di circa 50 milioni di euro. Alcuni di questi sono già diventati prototipi in fase di industrializzazione, altri sono in corso, altri ancora sono appena avviati.

mesap (1)Questo testimonia come la meccatronica sia un settore estremamente vitale e decisivo per lo sviluppo dell’industria locale, in quanto produce innovazione che trasferisce a moltissimi settori. Nel MESAP i settori che utilizzano innovazioni meccatroniche sono una dozzina. D’altra parte, non è un caso che un recente studio dell’OCSE abbia posto il Piemonte al primo posto tra le regioni meccatroniche italiane e al nono posto tra le regioni europee. E grazie ai Poli di innovazione le imprese e i centri di ricerca piemontesi hanno capito che la cooperazione accresce le opportunità di sviluppo.

Questo vale anche per la promozione internazionale?

Noi ne siamo fortemente convinti, e fin da subito abbiamo cominciato a lavorare sia in forma autonoma sia in collaborazione con il CEIP, grazie in particolare al PIF InToMech. Ci muoviamo in varie direzioni: innanzitutto è continuo l’impegno per inserire il MESAP nelle principali reti meccatroniche europee, sia per favorire l’accesso dei nostri aderenti a progetti di ricerca internazionali sia per creare nuove occasioni di business. Anche su quest’ultimo punto sono persuaso che l’unione faccia la forza.

mesap (2)Il MESAP è costituito per l’80% da PMI: un conto è proporsi a un grande buyer estero individualmente e in forma sparsa, un altro è presentare le imprese organizzate in filiere e con una forte integrazione a rete di competenze e specializzazioni. Anche l’azione del CEIP punta sempre più in questa direzione e con loro stiamo sperimentando questo approccio, per esempio, nella promozione dei risultati dei progetti di ricerca e innovazione.

Come Polo abbiamo lanciato quest’anno una nuova iniziativa, che abbiamo chiamato “Vetrina Tecnologica” del MESAP. Si tratta di un allestimento espositivo, studiato per presentare le soluzioni più innovative degli aderenti e organizzato in aree tematiche di contenuto tecnologico e industriale rappresentative delle specializzazioni del Polo: dal Virtual Engineering&Testing all’integrazione di componenti/sistemi intelligenti, dalle tecnologie di produzione e assemblaggio alle soluzioni smart&green per la fabbrica, passando per la metrologia e i controlli di qualità. L’impianto modulare dell’allestimento e la sua versatilità ci consentono di strutturare la presentazione delle eccellenze del Polo in vari modi, con un approccio sia tematico sia di filiera.

Che cosa ci sarà di tutto questo nella prossima edizione di A&T?

Moltissimo. Grazie alla collaborazione avviata fin dalla nascita del Polo, A&T è al momento la manifestazione che ci consente di esprimere al meglio le capacità promozionali del MESAP. Saremo presenti, pertanto, con la nostra Vetrina Tecnologica e con una selezione dei prototipi più promettenti generati dai progetti di R&D, che verranno ospitati nell’Innovation Hub, creato dal CEIP nell’ambito del PIF InToMech.

La partecipazione ad A&T è per noi particolarmente proficua perché offre tutte le condizioni di
contorno che le imprese innovative richiedono oggi a una manifestazione fieristica, vale a dire la
possibilità di effettuare contatti BtoB con attori nazionali e internazionali, partecipare a seminari tecnici e convegni. Per questo anche per l’edizione 2014 intendiamo dare vita a un convegno incentrato su modelli innovativi di sviluppo industriale percorribili nella nostra Regione.

 

I robot non aumentano solo la produttività, ma creano anche lavoro

Intervista ad Arturo Baroncelli – (Presidente IFR – International Federation of Robotics e Segments Management Director di COMAU ROBOTICS)

Ing. Arturo Baroncelli Presidente IFR - International  Federation of Robotics e Segments Management Director Comau Robotics

Ing. Arturo Baroncelli
Presidente IFR – International
Federation of Robotics e
Segments Management Director
Comau Robotics

Ultimamente si parla molto di Fabbrica del Futuro, ovvero di nuovi modelli per essere maggiormente competitivi. Investire in progetti di ricerca è il focus sia del Cluster Fabbrica Intelligente sia di Horizon 2020: dal suo osservatorio privilegiato di Presidente IFR – International Federation of Robotics e Segments Management Director di COMAU ROBOTICS, quale valore aggiunto generano tali progetti a un’azienda come la Vostra e alle PMI ad essa collegate?

È ormai un dato di fatto che i robot creano lavoro, aumentano la competitività e la produttività delle aziende manifatturiere di tutto il mondo, contribuendo alla creazione di aziende di successo, che a loro volta danno vita a nuovi posti di lavoro. I robot, inoltre, sono sempre più semplici da utilizzare e per questo sono in grado di migliorare i processi di produzione anche delle piccole e medie aziende. Teniamo presente che solo attraverso l’automazione e la robotica le aziende possono essere realmente competitive a livello mondiale, giungendo a possedere quella flessibilità indispensabile per mantenersi all’avanguardia, oggi come negli anni a venire, in un ambiente industriale sempre più dinamico. Posso citare, a titolo di esempio, il ben noto progetto MIRS della Pirelli: qualche anno fa le due aziende hanno inventato un nuovo processo produttivo per gli pneumatici, sviluppato mettendo a fattor comune le reciproche competenze di prodotto (Pirelli) e di tecnologie robotiche (Comau). Il risultato è stata la definizione di mini fabbriche robotizzate, diffuse in tutto il mondo in prossimità dell’utilizzatore finale, con impressionanti efficienze e ritorno dell’investimento.
Il futuro passa attraverso l’adozione di queste tecnologie e la condivisione dei vantaggi che esse rappresentano. L’IFR gioca un ruolo di primissimo piano nel guidare questa iniziativa a livello mondiale.

La vostra partecipazione ad A&T 2014 sarà sicuramente motivo di forte interesse per le migliaia di partecipanti. Quali sono le vostre risposte concrete alle sfide industriali in atto in ambito automazione e come vi presenterete ad A&T?

La nostra recente convention del 15 novembre scorso, in occasione del quarantennale della COMAU, è stata una importante occasione per presentare sia le novità sia il nostro nuovo stile di comunicazione. Quindi anche ad A&T, in collaborazione con alcuni nostri system integrator, presenteremo i nostri nuovi prodotti e il restyling di modelli precedenti, migliorati in performance e design.
Si parla tanto di ridurre i costi e le dimensioni delle macchine: noi di COMAU, ad esempio, durante la convention abbiamo lanciato il nuovo robot RACER che, con portata 7 Kg e sbraccio 1400 mm, è il più veloce robot al mondo della sua categoria, garantendo prestazioni più performanti e precise, frutto della più moderna tecnologia unita a un design innovativo.
comau (1)Anche le tecnologie di simulazione stanno sempre più conquistando spazio e importanza in ambito produttivo: una nostra risposta in merito è rappresentata dal nuovo simulatore 3D (RoboSim Pro): uno strumento utile sia agli integratori sia al mondo accademico e della ricerca. Il RoboSim PRO permette simulazioni 3D di celle robotizzate in maniera ancora più precisa, oltre che una vera e propria programmazione off-line. Per rispondere concretamente alle esigenze di abbattere i tempi in produzione, garantendo nel contempo precisione e affidabilità, il nostro nuovo software (E-motion) ottimizza e rende più fluidi i movimenti del robot per renderlo più veloce e performante.
Posso anticipare che in occasione di A&T 2014 presenteremo queste e tante altre novità, in collaborazione con i nostri system integrator che proporranno concreti casi applicativi.

comau(2)Quali sono oggi le “peculiarità” che caratterizzano COMAU?

COMAU Robotics è l’unico produttore italiano di robot antropomorfi. Il Gruppo Comau, nel suo insieme, ha una presenza a livello globale: progettiamo e realizziamo sistemi automatici di produzione nel settore automotive, aerospazio e in altri ambiti ad alta tecnologia. Siamo presenti con nostri stabilimenti in 13 Paesi, inclusi i più importanti del globo dal punto di vista economico: Italia, Germania, Francia, Gran Bretagna, Polonia, Romania, Russia, Usa, Messico, Brasile, Argentina, Cina e India.
Un ruolo di grande rilevanza è quello svolto dai System Integrator con i quali COMAU collabora attivamente: grazie a loro riusciamo a essere capillarmente presenti sul territorio, per risolvere le esigenze di migliaia di clienti a livello mondiale.
Siamo un’azienda italiana e, anche se il nostro gruppo è composto da circa 14.000 persone, possiamo definirci un bell’esempio di made in Italy! Comau lavora al 30% per il gruppo Fiat ma il restante 70% del fatturato deriva da attività svolte per altri clienti, che di Fiat spesso sono concorrenti.

Anche COMAU Robotics ha aderito al Main Partners’ Board di A&T: un ulteriore contributo in termini di know-how, ricerca e innovazione che arricchirà ulteriormente il programma della manifestazione

La nostra continua crescita è sicuramente anche merito del nostro modo di lavorare creativo e flessibile, aspetti che ci pongono in vantaggio rispetto ai nostri competitor. I nostcomau (3)ri ingegneri entrano facilmente in sintonia con le esigenze dei nostri clienti: si tratta di capire in profondità i processi produttivi di aziende esterne e i nostri tecnici hanno imparato a tenere conto non solo delle loro esigenze economiche e produttive ma anche di quelle legate alla loro diversa nazionalità, in ciò aiutati anche dalla nostra multiculturalità e dalla nostra crescita per acquisizioni in tutto il mondo.
Le nostre competenze sono la sinergia di tante culture e di competenze ingegneristiche a livello mondiale, ma senza l’obbligo per le persone che lavorano in COMAU di condividere rigidamente una ”linea guida unica”, come fanno di solito le multinazionali.
Preferiamo valorizzare le differenze, anche culturali, delle nostre persone, e i risultati ci stanno premiando.

WIRELESS – Tecnologie innovative abbinate alla visione artificiale per i controlli in produzione

Adriano Valenzano  Dirigente di Ricerca  Istituto di Elettronica e Ingegneria  dell’Informazione e delle Telecomunicazioni CNR-IEIIT Torino

Adriano Valenzano
Dirigente di Ricerca
Istituto di Elettronica e Ingegneria
dell’Informazione e delle Telecomunicazioni CNR-IEIIT Torino

I temi della Fabbrica del Futuro rientrano tra gli interessi strategici del nostro Istituto. Da oltre un trentennio, infatti, il nostro gruppo svolge attività di ricerca applicata in stretta sinergia con l’industria.

“Condividiamo quindi pienamente le finalità del progetto A&T, un’iniziativa concreta e preziosa per “fare network” ed estendere la cultura dell’innovazione competitiva a migliaia di aziende manifatturiere e ricercatori”.

Sono particolarmente lieto che la prossima edizione di A&T preveda di porre particolare attenzione nei confronti delle tecnologie wireless, abbinandole al tema della visione artificiale per i controlli di produzione. Gli aspetti scientifici e tecnologici in questo settore sono di grande interesse e ci vedono impegnati, presso il nostro Istituto e nei nostri laboratori, a studiare e proporre soluzioni innovative nell’ambito dei sistemi di automazione. Siamo certi che le tecnologie wireless offriranno, a breve, notevoli opportunità in termini sia di abbattimento dei costi sia di incremento della competitività.

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