Sfide industriali = ricerca

La parola a BREMBO

BREMBO è espressione di massima eccellenza in Italia e nel mondo, una realtà in continua espansione, che dimostra nella pratica come gli investimenti in ricerca possano essere indispensabile “motore” per lo sviluppo competitivo.

Giorgio Ascanelli Chief Technical Officer (CTO) Brembo

Giorgio Ascanelli
Chief Technical Officer (CTO)
Brembo

Ne chiediamo conferma in questa breve intervista che Giorgio Ascanelli – Chief Technical Officer di Brembo, ha gentilmente rilasciato a A&Tnews – Febbraio 2014.

Le attuali sfide industriali impongono alle aziende importanti investimenti in ricerca: quali sono alcune delle principali sfide tecnologiche che Brembo sta affrontando?

La costante attenzione all’innovazione e allo sviluppo tecnologico e di processo, fattori alla base della filosofia Brembo, hanno permesso al Gruppo di raggiungere una consolidata leadership internazionale nello studio, progettazione e produzione di sistemi frenanti completi per una vasta gamma di veicoli, sia stradali sia da competizione, rivolgendosi sia al mercato del primo equipaggiamento sia al mercato del ricambio.
Negli ultimi anni l’industria Automotive si è orientata sempre di più all’elettrificazione e/o allo sviluppo di tecnologie ibride, con la conseguente necessità di rendere le autovetture più leggere.
Il driver comune è quello di garantire, sia in produzione sia in utilizzo, minor smaltimento, minori consumi, quindi minori emissioni e minor inquinamento.
In quest’ottica, continua l’implementazione di soluzioni tecniche, che consentiranno di ottenere vantaggi competitivi in termini di riduzione di peso e aumento di performance, per gli impianti stradali; in particolare attraverso lo studio di forme, materiali, tecnologie e trattamenti superficiali che possano soddisfare le esigenze dei veicoli di nuova generazione (elettrici e ibridi), con particolare attenzione alle caratteristiche d’impatto ambientale.

“Il driver comune è quello di garantire, sia in produzione sia in utilizzo, minor smaltimento, minori consumi, quindi minori emissioni e minor inquinamento”

Unitamente al prodotto è necessario innovare il processo per essere più rapidi e migliorare la qualità. Quali le linee su cui si basa la strategia Brembo nell’ambito dell’innovazione di processo?

Brembo ha una grande tradizione nel mondo delle competizioni, dove occorre saper innovare e saperlo fare in fretta, per essere pronti gara dopo gara e a volte tra le qualifiche e la gara stessa. Questo ci ha permesso di testare nel corso degli anni soluzioni innovative che sono poi state applicate anche alla produzione stradale. Non si tratta però solo di nuovi materiali o forme, ma anche di processi produttivi ottimizzati e all’avanguardia, che applicano tecnologie e metodologie che ci permettono di essere più rapidi e di migliorare la qualità dei nostri prodotti. In questo senso l’azienda sta continuando ad investire una quota importante per migliorare le performance e le efficienze degli stabilimenti.

Centro Sviluppo Materiali: “Porteremo ad A&T le nostre competenze”

Intervista a Mauro Pontremoli, Amministratore Delegato del Centro Sviluppo Materiali

Mauro Pontremoli Amministratore Delegato Centro Sviluppo Materiali

Mauro Pontremoli
Amministratore Delegato
Centro Sviluppo Materiali

Affidabilità & Tecnologie è lieta di celebrare con CSM una ricorrenza così importante e offrire la prestigiosa vetrina di A&T 2014 per la presentazione di novità estremamente significative nell’ambito dei Materiali Innovativi e del loro trattamento.

Le attuali sfide industriali favoriranno le aziende capaci di investire in soluzioni innovative. La competizione si giocherà su più fronti; tra i più importanti e significativi ci sono sicuramente: alleggerimento veicoli e velivoli, nuovi materiali, processi produttivi avanzati, nuove funzionalità utilizzi dei materiali. Come risponde concretamente il CSM a tali sfide?

Condivido pienamente che nell’attuale contesto la sfida industriale favorirà le aziende che investiranno in soluzioni innovative e ritengo che il Centro Sviluppo Materiali (CSM) con le proprie capacità di innovazione tecnologica sui materiali possa rappresentare un asset di grande valore per affrontare queste sfide.

Il CSM è una società che ha tra i suoi azionisti grandi gruppi industriali. Aggiungo che alla fine del 2013, anno in cui abbiamo festeggiato il nostro cinquantesimo anniversario, il RINA, azienda italiana tra le più dinamiche, leader nella certificazione e servizi a livello internazionale in numerosi settori industriali, ha acquisito la maggioranza della proprietà del CSM integrando la società nella sua strategia di crescita a lungo termine.
Tale partnership ha rilevanza strategica poiché consente al Gruppo RINA di sviluppare ulteriormente la sua offerta integrata di servizi tecnologici all’industria. Al tempo stesso il CSM, attraverso l’integrazione con il Rina, amplifica in modo significativo la propria capacità di intercettare la domanda proveniente dal mercato globalizzato.

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Abbiamo un forte coinvolgimento nella ricerca comunitaria e in particolare nel nuovo programma europeo Horizon 2020, avendo come settori industriali di riferimento l’industria siderurgica, l’industria del petrolio e del gas, l’energia e l’ambiente, l’aerospazio e la difesa, la meccanica e i trasporti. Molti di questi sono di evidente interesse di A&T.

Il concetto chiave cui ci ispiriamo è di coprire l’intera filiera dell’ innovazione dei materiali e delle tecnologie correlate: dalla progettazione e ingegnerizzazione di processo/prodotto/componente, allo sviluppo di prototipi su scala pilota, dimostrativa e industriale, all’automazione di processo/impianto, alla valutazione dell’affidabilità, sicurezza e controllo di componenti e strutture, comprese quelle attinenti l’energia, l’ambiente e il riciclo dei materiali.

Per avere successo in tale contesto, fattori critici sono la riduzione del Time to Market dell’innovazione nonché la fidelizzazione dei clienti ottenuta fornendo loro oltre al prodotto in sé, i servizi tecnologici connessi all’applicazione in campo del prodotto quali la valutazione dell’ affidabilità e dei limiti di impiego.

In altre parole cerchiamo continuamente di rendere più efficace la ricerca e l’innovazione intercettando le esigenze dell’industria e trasformandole in progetti applicativi con tempi e ritorni definiti.

In occasione della prossima edizione di A&T 2014, il CSM avrà un ruolo di primaria importanza: quali tecnologie, competenze e soluzioni presenterà nel corso della manifestazione?

La prossima edizione di A&T assume per il CSM un significato particolare poiché cade a valle della
celebrazione del cinquantesimo anniversario e anche per questo abbiamo deciso di essere presenti in modo più visibile. Rispetto alle precedenti edizioni, oltre alla tradizionale partecipazione agli eventi della manifestazione, avremo un nostro stand in uno spazio espositivo dedicato ai materiali speciali in cui potremo portare la nostra visione in qualità di operatori della ricerca e dell’innovazione tecnologica.

Per l’automotive dimostreremo le nostre competenze che vanno dalla selezione del materiale alla
modellizzazione del processo e realizzazione del componente includendo anche le tematiche
dell’assemblaggio per l’automobile del futuro.

Per il settore dell’aerospazio presenteremo i nostri sviluppi sulle applicazioni di leghe innovative base Ti e TiAl. Anche per questo settore il tema delle giunzioni è critico e presenteremo la nostra esperienza sulle giunzioni mediante laser e friction stir welding per leghe leggere.

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La previsione del comportamento in esercizio dei componenti/strutture è da sempre un tema di
punta per il CSM.
In questa fiera presenteremo non solo le applicazioni classiche agli Elementi Finiti per la “in service performance”, ma anche i nuovi modelli proprietari basati su un approccio termodinamico come ad esempio i modelli di evoluzione dell’usura dei rivestimenti di palette per turbina o in generale di componenti per alte temperature.

Infine daremo spazio alle nostre competenze e soluzioni per i sistemi di ispezione superficiale e
di misura, sviluppate per l’utilizzo in ambienti estremi. I sistemi che presenteremo (wireCHECK,
barCHECK, StripROUGH) rappresentano soluzioni pronte per l’impiego industriale in svariati settori
dell’industria manifatturiera.

Altri temi che ci proponiamo di affrontare sono le tecnologie avanzate di fonderia: fusione, colaggio, fusione di precisone (near net shape), le nostre competenze per la simulazione numerica e la prototipazione rapida.
Infine tratteremo tramite casi specifici i processi avanzati per la formatura di acciaio e leghe leggere sia a caldo che a freddo, nonché le nostre esperienze sulle tecnologie per i
rivestimenti speciali.

A&T sarà per noi un‘occasione importante per incontrare in modo nuovo e diverso i nostri clienti tradizionali, ma anche per farci apprezzare da chi ancora non ci conosce.

Innovazione e affidabilità nei mezzi di trasporto – I progetti di ENEA sul palcoscenico di A&T 2014

Intervista a Leander Tapfer (ENEA – Responsabile dell’Unità Tecnica Tecnologie dei Materiali di Brindisi)

Dr. Leander Tapfer  Responsabile dell’Unità Tecnica  Tecnologie dei Materiali di Brindisi ENEA

Dr. Leander Tapfer
Responsabile dell’Unità Tecnica
Tecnologie dei Materiali di Brindisi
ENEA

Le aziende manifatturiere sono sempre più coinvolte dalle sfide industriali; alleggerimento veicoli e velivoli, processi produttivi avanzati, nuove funzionalità dei materiali sono le nuove parole d’ordine per essere competitivi.

Innovazioni e affidabilità diventano quindi sempre più determinanti per le aziende: come risponde concretamente ENEA a tali richieste?

“Le sfide che nei prossimi anni dovranno essere affrontate nel settore dei trasporti, in particolare in campo aeronautico, saranno determinate dalle pressioni competitive imposte dalla sempre maggiore importanza delle tematiche riguardanti l’innovazione e l’affidabilità, senza dimenticare l’ambiente.
Innovazione e affidabilità sono temi sui quali ENEA ha concentrato negli ultimi tempi i suoi sforzi maggiori, in particolare nel settore dei trasporti dove le tecnologie sono legate a un ampio spettro di applicazioni industriali e sulle quali si registra una notevole attività di ricerca e sviluppo, con tematiche di interesse planetario, spesso legate allo sviluppo di ben definiti prodotti o tecnologie.

ENEA sta attuando a Brindisi e Portici un progetto PON di “Potenziamento Strutturale”, TEDAT enea (1)(centro di eccellenza per le TEcnologie e la Diagnostica Avanzata nel settore dei Trasporti), il cui fine, da un lato, è quello di rafforzare e consolidare l’utilizzo delle infrastrutture esistenti per la ricerca e lo sviluppo e, dall’altro, promuovere il potenziamento delle tecnologie e della strumentazione per i processi, le analisi e la diagnostica avanzata dei materiali e componenti nell’ambito del settore dei trasporti, in particolare aerospaziale ma anche automotive, ferroviario e navale.

Per questo motivo si stanno concentrando professionalità e tecnologie di eccellenza per la diagnostica non distruttiva e la caratterizzazione avanzata 3D dei materiali di interesse per il settore dei trasporti, al fine di offrire servizi tecnologici di alta qualità per le imprese. Inoltre le tecnologie di processo di materiali e superfici sono focalizzate sul settore del repair. Con questo termine si intende proprio l’insieme delle attività operative che le aziende mettono in atto per supportare il prodotto industriale, durante tutta la sua vita, in occasione di eventi di deterioramento.
ENEA sta intercettando le attuali esigenze di repair relative anche a difetti nati in fase di produzione per risolvere quelle problematiche che, in tempi relativamente brevi, le aziende operanti nel campo della ristrutturazione e ricondizionamento saranno costrette ad affrontare per via del massiccio impiego di materiali innovativi nella costruzione dei veicoli. Lo scopo è quello di mantenere alta l’efficienza e l’affidabilità del prodotto nel tempo”.

In occasione della prossima edizione di A&T 2014, ENEA avrà un ruolo di primaria importanza: quali tecnologie, competenze e soluzioni presenterete nel corso della manifestazione?

enea (2)“ENEA Brindisi presenterà dimostrazioni di laboratorio relative a tecnologie sviluppate nell’ambito di progetti di ricerca industriale sviluppati negli ultimi tre anni. Nello specifico, le attività inerenti al sistema dei trasporti sono:

  • tecnologie su materiali compositi polimerici innovativi;
  • metodologie di indagine non distruttiva per il controllo dei prodotti o processi;
  • tecnologie e i processi di rivestimenti innovativi;
  • tecnologie per la realizzazione e la caratterizzazione funzionale di sensori chimici a stato solido basati su nanomateriali e metodologie di gestione di reti di sensori, con particolare attenzione alle applicazioni ambientali e indoor (p.e., la qualità dell’aria all’interno di abitacoli di mezzi di trasporto);
  • tecnologie chimiche per la realizzazione di rivestimenti e dispositivi, quali l’elettrodeposizione di rivestimenti antiusura, anticorrosione e protettivi più in generale.

 

 

La ricerca è il “motore” del successo

Intervista a Pierpaolo Antonioli (Amministratore Delegato – GM Powertrain Europe)

Pierpaolo Antonioli  Amministratore Delegato GM Powertrain Europe

Pierpaolo Antonioli
Amministratore Delegato
GM Powertrain Europe

Da diversi anni GM Powertrain Europe collabora attivamente al successo del programma contenutistico di Affidabilità & Tecnologie, sia presentando relazioni di assoluto interesse e attualità nell’ambito di convegni e seminari mirati sul Testing e sulla Ricerca in ambito automotive sia, nell’edizione 2012, offrendo ai partecipanti l’opportunità di una visita guidata alla propria sede torinese. Una realtà in continua espansione, che dimostra nella pratica come le competenze italiane (nello specifico, quelle presenti nell’area torinese) in determinati settori possano rappresentare un elemento fondamentale per incentivare nuovi insediamenti di aziende straniere nel nostro Paese.
Ne chiediamo conferma, in questa breve intervista, a Pierpaolo Antonioli, amministratore delegato di GM Powertrain Europe.

Perché Torino? Come si colloca il Centro italiano nella strategia globale GM? 

L’esperienza italiana nel settore dell’ingegneria dei motori Diesel è stata fondamentale nella decisione di GM di restare a Torino e, non a caso, si fa riferimento a questa zona come la “Silycon Valley delle motorizzazioni diesel”.
A sua volta, la GM Powertrain Europe ha mantenuto appieno le aspettative della casa madre ed è cresciuta esponenzialmente nel corso degli anni, passando dagli iniziali 80 dipendenti alla fine del 2005 fino a raggiungere i quasi 600 di oggi. gm (1)
GM Powertrain Europe rappresenta un asset strategico per GM, in quanto è responsabile a livello globale di tutte le motorizzazioni diesel equipaggiate dalle vetture GM, Opel e Chevrolet in primis. Lo sviluppo della tecnologia dei motopropulsori, che GM esporta in tutto il mondo, comporta ad esempio il soddisfacimento di numerosi requisiti, che riguardano innanzitutto le normative di legge relative alle emissioni, in secondo luogo lo stile di guida, che può differire tra paese e paese, e non ultimo le particolari condizioni climatiche e stradali.

Più nello specifico, come si è sviluppato il rapporto del Centro con il territorio piemontese? Sono state realizzate sinergie con altre realtà industriali locali?

La GM Powertrain Europe si conferma oggi un player di primo piano sul territorio piemontese, garantendo occupazione altamente qualificata. Inoltre, grazie alle attività di sviluppo orientate alla produzione di ben sei diverse famiglie di motori Diesel, è in grado di muovere una catena di fornitori che comportano una ricaduta sul territorio dell’ordine di circa 200 milioni di euro annui.

gm(2)GM è la prima azienda del settore auto a essersi insediata in una struttura universitaria: com’è nata e come si è concretizzata questa possibilità?

GM da sempre crede nell’importanza di un rapporto stretto tra industria e accademia. Università prestigiose, come il Massachusetts Institute of Technology (MIT) negli USA, il National Institute of Design (NID) in India, il Technische Universität Darmstadt (TUD) in Germania e da pochi anni il Politecnico di Torino, fanno parte di una rete globale chiamata PACE. Questa rete, costituita nel 1999, è frutto di un’alleanza globale tra General Motors, Autodesk, HP, Oracle, Siemens PLM Software, che sostiene tutti gli istituti accademici considerati a livello globale strategici per GM, attraverso la donazione di specifici tool di sviluppo, sia Hardware sia Software, unita a una formazione specifica volta al loro utilizzo. Quest’operazione consente a GM e ai suoi partner di preparare la nuova generazione di ingegneri, grafici e analisti dotati delle capacità necessarie per essere competitivi nel futuro. Il Politecnico di Torino è la prima università italiana e la quarta in Europa a fare parte di questo progetto.

La ricetta per affrontare le sfide industriali dei settori manifatturieri!

Ricerca + Innovazione

Intervista a Giuliano Lengo – (Direttore Generale – Ceipiemonte, Centro Estero per l’Internazionalizzazione)

Giuliano Lengo  Direttore Generale  Centro Estero per l’Internazionalizzazione  (CEIPiemonte)

Giuliano Lengo
Direttore Generale
Centro Estero per l’Internazionalizzazione
(CEIPiemonte)

Qual è il ruolo di CEIPIEMONTE nel territorio di competenza, con particolare riferimento ai settori aerospaziale, automotive e impiantistica industriale?

Rafforzare sui mercati esteri la presenza del sistema economico piemontese è uno degli obiettivi principali delle attività che gestiamo. In particolare, da quest’anno coordiniamo un programma innovativo, legato al Piano strategico per l’internazionalizzazione del Piemonte, varato da Regione e sistema camerale piemontese. Attraverso tale Piano favoriamo la promozione internazionale dei principali comparti produttivi, tra cui naturalmente l’aerospazio, cui è dedicato il progetto Torino Piemonte Aerospace, gestito su incarico di Regione Piemonte e Camera di Commercio di Torino. Il progetto è finalizzato allo sviluppo del business e al miglioramento delle capacità tecnologiche per la filiera dell’aeronautica, spazio e difesa e attualmente raggruppa più di 100 imprese selezionate.

Tra i caratteri distintivi dell’iniziativa ci sono le attività di aggregazione costruite intorno alle Filiere di Fornitura, per l’allungamento della catena del valore nella proposta commerciale, e ai Tavoli Tecnici, per lo sviluppo di progetti innovativi e il miglioramento della capacità tecnologiche delle PMI.

CEIPIEMONTE  parteciperà attivamente anche alla prossima edizione di A&T 2014: quali sono, a Suo parere, gli aspetti maggiormente attrattivi della manifestazione? 

A&T rappresenta sicuramente un’ottima opportunità per le PMI piemontesi, quale piattaforma di incontro e confronto tra attori altamente qualificati e di livello nonché occasione per promuovere le capacità di offerta e di innovazione tecnica scaturite dalle aggregazioni tra le imprese e, perché no, un bacino dove attingere a competenze collaterali o attualmente non disponibili all’interno dei singoli comparti merceologici. Nella scorsa edizione erano state allestite due aree: una denominata Torino Innovation Hub, all’interno della quale si dava risalto ai progetti di filiera e ai risultati dei progetti di innovazione realizzati da Mesap, il polo della meccatronica e parner tecnico di InTO MECH; una seconda denominata International Corner, che accoglieva 20 Buyers stranieri in rappresentanza di 12 brand internazionali e consentiva loro di conoscere prodotti e tecnologie di imprese italiane nell’ambito di un programma di incontri b2b. Nel 2014 si replicherà con la stessa logica.

ceipiemonte

Quali sono le principali sfide oggetto degli attuali/prossimi progetti di ricerca in ambito aerospace, automotive e impiantistica industriale? 

L’evoluzione tecnologica nel settore aerospazio spinge fortemente verso l’ottimizzazione delle performance dei velivoli. Nuove sfide che si traducono in nuove opportunità: grande attenzione all’alleggerimento dei velivoli, al contenimento dell’uso di carburante, alle tecnologie green, ai nuovi processi di produzione, ai centri di ricerca incentrati sull’innovazione di prodotti e processi. Sfide analoghe per il settore dell’automotive, con un ulteriore focus su tutto quello che attiene la sostenibilità, dai sistemi di propulsione elettrica ed ibrida, alla sicurezza, nuovi materiali leggeri e riciclabili, telematica e informabilità, gestione dell’energia, interfaccia uomo-macchina e veicolo-veicolo, smart grid. Per l’impiantistica industriale e l’automazione i focus principali sono efficienza energetica, affidabilità e sicurezza, modularità.

Quali sono le tecnologie di principale interesse per i tre settori in relazioni a tali sfide?

Le aziende del progetto Torino Piemonte Aerospace stanno già lavorando in modalità aggregata per la realizzazione di prodotti, sistemi e processi che possano rispondere ai nuovi traguardi posti dall’avanzamento tecnologico restando al passo con le richieste della committenza. I progetti innovativi in corso sono, infatti, incentrati sull’utilizzo di nuovi materiali, su processi di simulazione e lavorazioni di nuova generazione. Il pool di From Concept to Car sta lavorando invece sulla mobilità urbana, con l’obiettivo di sviluppare prototipi e prodotti finiti di veicoli elettrici e ibridi per la mobilità personale e delle merci a corto raggio. Le tecnologie principali riguardano l’impiego di nuovi materiali, l’assemblaggio e la gestione dei sistemi di potenza, ingegneria, simulazione e testing, le lavorazioni avanzate della plastica e dei metalli in ottica green, Per l’impiantistica e l’automazione, il valore aggiunto è dato da sistemi di visione artificiale, sistemi wireless, software open source, tecnologie di microlavorazione.

 

Sfide Aerospazio: investire su Marte…favorisce lo sviluppo di PMI, trasporti terrestri, robotica, medicale e protezione civile!

I progetti delle aziende del settore Aerospace puntano a “viaggiare nello spazio”, quindi ricerca e investimenti in innovazione a tutto campo. Ma quali sono le possibili ricadute pratiche su altri settori produttivi? E con quali effetti sullo sviluppo economico a livello locale e nazionale?

La domanda è stata posta a Piero Messidoro, Chief Technical Officer (CTO) di Thales Alenia Space Italia.

Piero Messidoro Chief Technical Officer (CTO) Thales Alenia Space Italia

Piero Messidoro
Chief Technical Officer (CTO)
Thales Alenia Space Italia

“Thales Alenia Space Italia è impegnata nel Cluster Nazionale Aerospazio, in rappresentanza della Grande Industria del Distretto Piemontese, ma coordina attività che si sviluppano in diverse Regioni: Lazio, Lombardia, Campania, Veneto, Toscana, ecc. nelle varie sedi aziendali, presso partners del tipo PMI o centri di ricerca o Università. Proprio in questi giorni il MIUR ha approvato i progetti Cluster dell’Aerospazio, uno dei quali vede Thales Alenia Space Italia come capofila: si chiama “SAPERE” e si articola in una parte dedicata all’osservazione della terra per monitorare situazioni di emergenza (SAFE) e in una seconda (STRONG), orientata all’operatività nazionale globale, centrata su uno Space Tug (rimorchiatore spaziale) utile per varie applicazioni, soprattutto nell’Esplorazione Spaziale.

Ebbene questi progetti danno continuità ad altre iniziative di ricerca, in corso o previste nel prossimo futuro a livello regionale, a cui collaborano team guidati da Thales Alenia Space, che coinvolgono diverse PMI, Università e Centri di Ricerca impegnate a co-investire in questi sviluppi tecnologici. Un esempio di queste iniziative è il progetto regionale Piemontese STEPS (Sistemi e Tecnologie per l’Esplorazione Spaziale), che ha completato la prima fase di 3 anni nel 2012 e ora prosegue in una fase 2. Il progetto intende sviluppare una serie di tecnologie cosiddette abilitanti per le missioni di Esplorazione Spaziale, che permetteranno a Thales Alenia Space e ai suoi partner di partecipare alle future missioni, acquisendo contratti e opportunità di lavoro nel Distretto. Queste tecnologie, date le loro caratteristiche innovative, hanno anche potenziali ricadute verso altri settori. In genere questi spin-off vengono perseguiti soprattutto dalle PMI coinvolte nel progetto, che in questo modo diversificano le proprie attività e riescono a garantirsi una maggiore continuità di lavoro.

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[l’intero articolo è disponibile sul numero di A&T News di Ottobre 2013 – pg.11-12-13]

TecFo – Tecnologie Fotoniche, Sensori e Sorgenti laser

Roberta Ramponi  Politecnico di Milano Resp.coord. scientifico TecFo Istituto di Fotonica e  Nanotecnologie CNR

Roberta Ramponi
Politecnico di Milano
Resp.coord. scientifico TecFo
Istituto di Fotonica e
Nanotecnologie CNR

Dopo il successo della scorsa edizione 2013, TecFo cresce ulteriormente e dedica ampio spazio alle tecnologie fotoniche, sempre più utilizzate nell’industria e nella ricerca per affrontare le attuali sfide tecnologiche.

Tra le novità da segnalare, è prevista una forte crescita espositiva di sensori ottici e componentistica, soluzioni e tecnologie di image processing, sorgenti laser. Un focus di particolare attenzione sarà dedicato alle micro lavorazioni e alle saldature speciali, applicazioni funzionali a risolvere le sfide tecnologiche delle filiere industriali automotive, elettronica, aerospazio, robotica, e non solo.

Al fine di rispondere al meglio alle richieste di Horizon 2020, ovvero puntare sull’innovazione per incrementare la competitività, A&T 2014 ha voluto ampliare lo spazio dedicato alle tecnologie fotoniche e sta lavorando per completare il progetto contenutistico grazie alla partecipazione di ulteriori importanti ricercatori.

Franco Docchio  Università di Brescia Presidente del Comitato Scientifico  di AFFIDABILITÁ & TECNOLOGIE

Franco Docchio
Università di Brescia
Presidente del Comitato Scientifico
di AFFIDABILITÁ & TECNOLOGIE

TecFo vuole riservare a queste tecnologie un ruolo di primo piano e nel contempo contribuire al processo di trasferimento tecnologico dalla ricerca all’industria e rispondere alle esigenze degli operatori del settore, dei fornitori di tecnologie e delle migliaia di Aziende manifatturiere che stanno investendo in queste tecnologie fortemente innovative. Un ruolo che la fotonica merita a pieno titolo, anche in considerazione della “trasversalità” delle sue proposte, utilizzabili e applicabili in molteplici settori della ricerca e industriali.

 

 

 

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La Fabbrica del Futuro…è il futuro delle Fabbriche italiane

La risposta europea a tale assoluta verità è stata perfettamente interpretata dal nuovo Programma Quadro di Ricerca e Innovazione, definito Horizon 2020, che partirà il 1° gennaio 2014 e sarà valido per il settennio 2014-2020, con un budget complessivo di circa 70,2 miliardi di euro.

“Per quanto riguarda l’Italia, l’impulso competitivo avrà massima efficacia se anche le piccole e medie aziende riusciranno a cogliere le enormi opportunità di crescita offerte da HORIZON 2020”

sottolinea il presidente europeo di EFFRA, Maurizio Gattiglio.

Maurizio Gattiglio President EFFRA -  Executive Vice President, Strategic Business Development Prima Industrie S.p.A.

Maurizio Gattiglio
President EFFRA –
Executive Vice President,
Strategic Business Development
Prima Industrie S.p.A.

Ing. Gattiglio, quali opportunità riserva HORIZON 2020 alle piccole e medie Imprese Italiane?

L’obiettivo di HORIZON 2020 per quanto riguarda il settore manifatturiero sarà quello di dare vita al progetto Fabbrica del Futuro, mirato ad aiutare le imprese manifatturiere europee, in particolare le PMI, a rispondere alle pressioni competitive globali, migliorando la loro base tecnologico/produttiva in modo eco-sostenibile.
“Fabbrica del futuro” riunisce le migliori risorse pubbliche e private europee nel campo della ricerca e dell’innovazione, con l’obiettivo di sostenere centinaia di progetti di ricerca orientati al mercato e per favorire l’occupazione. Tali progetti, e relativo trasferimento tecnologico, genereranno nuovi modelli produttivi fortemente competitivi e sostenibili.

In pratica, cosa significa per le piccole e medie aziende?

Grandi opportunità nasceranno per quelle aziende che sapranno interpretare le nuove esigenze mondiali e le PMI sono parte fondamentale di tutte le filiere produttive. L’obbiettivo è favorire la crescita, sia competitiva sia dimensionale, delle nostre PMI. Le attuali soluzioni produttive saranno velocemente sostituite da nuovi modelli e tutte le aziende, in ogni settore, dovranno incrementare le proprie capacità produttive/qualitative migliorandone l’efficienza e la sostenibilità. Assisteremo a profonde trasformazioni e le parole chiave saranno: miniaturizzazione, digitalizzazione, risparmio energetico, rispetto dell’ambiente, condivisione di competeze e conoscenze.

La prossima edizione di A&T dedicherà ampio spazio alla Fabbrica del Futuro: ritiene che tale iniziativa possa essere utile per i visitatori professionali della manifestazione?

Credo che A&T rappresenti oggi un’esclusiva opportunità per le aziende manifatturiere, non soltanto per quelle italiane. La manifestazione, che è cresciuta notevolmente in questi sette anni, sviluppa un progetto caratterizzato dalla concretezza e utilità pratica, perché offre ai visitatori un panorama ampio e specialistico di tecnologie e soluzioni innovative o non convenzionali: proprio ciò che serve alle aziende per raggiungere gli obiettivi di HORIZON 2020, ovvero migliorare il loro modello produttivo e incrementare la propria capacità di competere.

EFFRA (European Factories of de Future Research Association)

EFFRA (European Factories of de Future Research Association)

–> Leggi l’edizione di A&T News completa di Ottobre 2013 

Le sfide automotive – Intervista a Paolo Scudieri, Presidente di ANFIA AUTOMOTIVE

Paolo Scudieri

Paolo Scudieri
Presidente ANFIA AUTOMOTIVE

Cos’è il Cluster Tecnologico Nazionale Trasporti e qual è il ruolo di ANFIA in questa nuova iniziativa?

Tramite la consortile ANFIA AUTOMOTIVE, ANFIA ha lavorato con oltre 70 aziende alla creazione del Cluster Mezzi e Sistemi per la Mobilità di superficie Terrestre e Marina, che rappresenterà l’interfaccia tra Italia ed Europa sulle priorità tecnologiche della ricerca nel settore. Nell’ambito del cluster, ANFIA AUTOMOTIVE ha inolre coordinato, insieme all’Università di Milano, il Gruppo di lavoro dedicato ai sistemi per la comodalità e intermodalità, e ha collaborato con il Centro Ricerche Fiat e con vari distreti di ricerca su tutto il territorio nazionale per istituire il Comitato di Governance del Cluster stesso.

Ora stiamo lavorando alla costituzione dell’organo di coordinamento e gestione del Cluster, che si sa strutturando sotto forma di associazione sul modello delle Joint Technology Initiatives Europee. Parallelamente, si stanno avviando i primi 4 macro progetti di ricerca industriale già presentati.

Quali sono le opportunità per le Aziende che fanno parte del Cluster?

I Cluster saranno i soggetti che, in connessione con altre realtà territoriali istituzionali per la RS&I (es. Distretti Tecnologici), concorreranno a individuare road map tecnologiche coerenti con le linee strategiche per la ricerca industriale definite a livello comunitario e attuate con l’intervento dei fondi strutturali europei. Il Cluster potrà inoltre contribuire ad affiancare le Regioni nella definizione delle priorità di RS&I a livello territoriale, sulla base delle competenze e specializzazioni delle realtà imprenditoriali locali secondo il principio della smart specialization. Tale ruolo è stato attivamente assunto da ANFIA in Campania con l’arrivo operativo di DATTILO (Distretto Alta Tecnologia Trasporti e Logistica), che vede tra i soci fondatori ANFIA AUTOMOTIVE. La partecipazione al distretto consentirà alle imprese della filiera automotive italiana di concorrere alla specificazione di concreti fabbisogni tecnologici e all’individuazione delle priorità tecnologiche secondo una logica di specializzazione di sistema e in una prospettiva di medio-lungo periodo.

Come si svilupperà la presenza di ANFIA ad A&T 2014? 

È confermata la presenza di ANFIA Service, la società di servizi di ANFIA specializzata in consulenza e attività di formazione per le imprese automotive in ambito Qualità, Ambiente e Sicurezza, Risk Management e Lean Organization. Inoltre, come già lo scorso anno, ANFIA organizzerà un proprio convegno su uno specifico tema di attualità e interesse per il settore.
Il convegno dell’edizione 2013 si era concentrato sui temi dell’Affidabilità e della Sicurezza Funzionale dei Sistemi Elettrici/Elettronici.

 

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